I diritti della donna in Siria prima della guerra civile

Hilinyasar Abbas

 parte I

Le condizioni generali della donna sono inevitabilmente legate alle idee sulla donna stessa, sulla famiglia, sui rapporti tra uomo e donna, radicate nella cultura e nella società; nel nostro caso, si tratta di una società estremamente basata su una complessità di tradizioni e religioni, in modo che le concezioni sociali rappresentino sia il patrimonio collettivo storico di costumi sociali sia gli ordini storici religiosi. Perciò, quando si deve parlare dell’emancipazione della donna in Siria, si deve distinguere tra la sua emancipazione nella sfera pubblica e quella nella sfere privata. Mentre la donna in Siria è riuscita a realizzare la sua presenza in tutti i settori del lavoro, i suoi diritti nella sua sfera privata come donna continuano ad essere violati. Prima di parlare delle tante forme di violazione di diritti della donna nel mio paese, vorrei citare alcune date importanti della storia della loro emancipazione.
1.  il riconoscimento del diritto di voto alle donne siriane fu nel 1949.

2.  il diritto di accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive fu nel 1950.

3. la Costituzione siriana dell’anno 1970” Lo Stato garantisce alle donne pari opportunità che permettano loro di partecipare attivamente alla vita politica, sociale, culturale ed economica del paese. Lo Stato rimuove ogni ostacolo che impedisce il sviluppo delle donne e la loro partecipazione per costruire la società siriana”.
Fino al 2011, il 40% della forza del lavoro (incluso il lavoro agricolo) e dei salariati sono donne e in alcuni settori come l’insegnamento, Sanità, la percentuale arriva al 60/70%. Nel parlamento, la presenza della donna tra il 12 e il 17%. Nelle forze armate e la polizia tra il 3 e il 5 %. Nel corpo diplomatico, le donne sono il 10%. Nel poter esecutivo: il Vicepresidente della Repubblica per lungo periodo era una donna e erano tre o due ministri con portafoglio le donne nei governo precedenti. Per quello che riguarda la Magistratura, le donne sono 15% dei magistrati e 20% degli avvocati. Il 50% dei laureati universitari sono delle donne. Certo, tali dati rappresentano un lungo percorso nell’emancipazione della donna in Siria e non voglio assolutamente negare o sottovalutare anni e anni di sacrifici e di lotta, ma temo che siano dei dati ingannevoli perché la realtà è del tutto diversa. E malgrado le apparenze di libertà o uguaglianza, le donne siriane, che siano musulmane o cristiane, sono ancora sottomesse agli ordini degli uomini e del clero. Perché la stessa società che in qualche modo riconosce alla donna i suoi diritti di lavoro, le nega i suoi diritti nella sua sfera privata, nel suo ESSERE donna, nel suo essere moglie e nei suoi rapporti con l’uomo.
La Siria nel 1953 è stato il primo paese arabo a promulgare una legge generale sullo Statuto Personale, che corrisponde al ”Diritto di famiglia”, ma purtroppo è stato basato fortemente sulle tradizioni sharaitiche, dunque la shari‘a secondo un’interpretazione cosiddetta riformista. Qui devo sottolineare che Il Codice di Statuto Personale siriano, CSPs., rinvia ai diritti confessionali, cioè il diritto applicabile ai musulmani siriani con alcune diverse interpretazioni riguardante alcune confessioni del islam, mentre le diverse comunità cristiane seguono il loro proprio diritto confessionale.

Segue …..

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Mahmud Hammad 1958 Siria
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Michel Kercha 1953 Siria
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Michel Almir 1953 Siria
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